martedì 5 giugno 2007

Labyrinth - 6 Days To Nowhere (2007)




Ho sempre guardato ai Labyrinth come ad uno dei pochissimi gruppi italiani che meritano un posto tra i grandi gruppi mondiali, e già con “Return to the heaven denied” avevano confezionato un album sublime pieno di canzoni grandiose grazie anche ad una produzione stellare e un gusto per la melodia fuori dal comune. “6 days to nowhere” è un lavoro maturo, pensato, ragionato, e già dalla prima traccia “Crossroads” si capisce subito che la consacrazione a GODS è appena ultimata, la voce è perfetta (cosa rara nei gruppi italiani) la melodia è di chi ha fatto della musica il suo mestiere e il ritornello è la perfezione assoluta. Bè direte voi un altro bel disco di power metal con venature prog suonato bene. Si. No. Perché già con “There is a way”, la traccia successiva non ci si aspetta che si riesca a bissare la precedente per bellezza e perizia, ma consentitemi la botta arriva con “Lost”. COS’E’? Da dove l’hanno uscita fuori una canzone così. Lost è un massacro miscelato a intime tracce di genialità, che alterna parti in puro stie black metal a parti prog/power per poi arrivari a frammenti di ispanica memoria e in 4 minuti e 24 il gioco è fatto, il mento e stramazzato a terra e la voglia di andare fino in fondo dentro quest’album diventa insopportabile. “Mother Earth” e “Wating tomorrow” arrivano puntuali a conferma ci tutto ciò, la prima con un chorus da urlo con quel suono di tastire sotto (che caratterizza parecchio a mio avviso tutto il CD) veramente azzeccato, la seconda con un intreccio di chitarre degno dei migliori Threshold. Un goiellino inatteso arriva con la cover di “Come Togheter” dei Beatles, per poi ritornare di nuovo ai Labyrinth, ma a questo punto è inutile stare a fare un track-by-track dei 14 brani (azzalora!!!) che compongono “6 days to nowhere” (notevoli anche i testi, complimenti ragazzi!) e passare alle prediche: Non perdete tempo ancora con i nomi sicuri che però da qualche anno qualche inculata ve l’hanno pure data, i labyrinth sono melodici, graffianti, massacranti e tecnici al punto giusto da non farvi rimpiangere nessuno e soprattutto sono ITALIANI. Stay Tunes.

Jester

1 commento:

Anonimo ha detto...

Compare, m'intriga forte 'sta cosa qui... se riesco a reggere, dopo cena provo a cercare se qualche altra piattaforma offre qualcos'altro se no va bene questa e INIZIAMO! :-)))
Tremori - Mario