martedì 12 giugno 2007

Brian Eno – Music for Airports (1978)


La musica si trasforma e diventa non-ascolto, esperienza di un ambiente modificato da un sottofondo che è ambiente... non a caso quest’album segna l’inizio del genere “Ambient” segnando così l’unico neo dell’album: l’aver creato un genere che darà alla luce troppi emuli d’esemplare inettitudine, non-musicisti che pensano basti un synth e un mixer per generare lavori come quelli di Eno. Ma non è così: Music for Airport è arte, quasi pittorica, a tratti architettonica, di certo musicale pur non essendo un semplice “disco” da ascoltare bensì un espansione del mondo che circonda l’ascoltatore inglobando in se ed emando da se le atmosfere che così si fondono in un unico, nuovo mondo.
Music for Airport nasce davvero per essere utilizzato come base musicale per gli aeroporti, esperimento peraltro realmente effettuato all’aeroporto LaGuardia di New York proprio all’epoca dell’uscita del LP. Le sue quattro tracce accompagnano verso una mutazione d’animo quasi inconsapevole evitando di disturbare il fruitore pur influenzandone l’umore ed i pensieri in maniera garbata ed elegante... ogni tanto ci si accorge della musica che può sembrare diversa ad ogni ascolto pur riascoltata in un loop che potrebbe essere eterno... i mutamenti impercettibili nel fluire dall’album lo rendono di fatto sempre diverso nella sua apparente uniformità ed è questo geniale incedere a renderlo emozionante ed al tempo stesso quasi impercettibile se ascoltato davvero in circostanze in cui funga da sottofondo.
Brian Eno assurge a creatore d’ambienti elevandosi al di sopra della Musica con un capolavoro che vorrebbe e potrebbe essere la sua Antitesi: semplicemente immancabile!

Ermete

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