sabato 16 giugno 2007

Recensione: Dream Theater - Systematic Chaos (2007) - "Jester's view"


Non posso che fare un track-b-track per “Sytematic Chaos” nuova fatica del Teatro del Sogno, sia perché i DT dopo aver dato alla luce “Scene from a memory” non posso che sperimentare e ,in maniera sublime e con la tecnica che forse neanche il gruppo originale, rendere omaggio a band che loro amano. Perché dentro SC ci sono i Muse, ci sono i Metallica, ci sono i Tool e altro ancora, ma ci sono ovviamente anche i Dream Theater. Se per “Octavarium” avevano lasciato il funambolismo per dar spazio a canzoni più “canzoni”, qui troviamo davanti a qualcosa di ancora diverso, quindi dimenticate le melodie di Awake( per sfortuna) o di Fallino into infinity (per fortuna) e tenetevi forte. Un’ultima cosa: non sto stroncando Systematic Chaos ad avercene di album così, ma un po’ di presunzione mi farà dire che non è proprio un bel disco, ma altrettanta presunzione mi fa dire che un album dei DT non si potrà mai e comunque stroncare(…e Fallino into Infinity?...no comment). E adesso partiamo.
01 In The Presence Of Enemies Part 1: La partenza è buona, anche se sembra di ascoltare più i Liquid Tension Experiment che la band madre, la il pezzo c’è e lascia presagire una buona parte seconda.
02 Forsaken: Avrei scelto questo come single, ci troviamo davanti ad un classico brano DT con un bel ritornello e una struttura breve ma efficace, ma purtroppo…
03 Constant Motion: Che senso ha emulare i peggiori Metallica con un brano del genere non riesco proprio a capirlo e se non fosse per una breve parte centrale in puro Fates warning style molto bella Costant Motion risulterebbe quasi irritante.
04 The Dark Eternal Night: Ovvero quando l’anima dei Tool si impadronisce dei corpi dei cinque DT. Che dire, l’arrangiamento è strepitoso il sound è un massacro, colpi di genio a iosa….ma i Dream Theater?
05 Repentance: Qui siamo di fronte all’ennesima influenza. Repentance potrebbe davvero essere il settimo brano di “Fear of a Blank Placet” nuova deliziosa fatica dei Porcupine Tree (di cui troverete la recensione a breve). L’unico disappunto è che si ha l’impressione che l’atmosfere di questo brano sia presente negli ultimi tre album dei DT in almeno una canzone.
06 Prophets Of War: Il miglior brano dell’album! Grandioso! Tagliente! Melodico! Peccato che il fardello dei Muse sia pesantissimo.
Mi state odiando? bene, continuiamo.
07 The Ministry Of Lost Souls: Serve più di un ascolto per TMOLS perché è molto intimo suadente e con un’arrangiamento sublime. Dura forse un po’ troppo, ma mi piace parecchio.
08 In The Presence Of Enemies Part 2: Prima di descrivere l’ultimo brano vorrei ricordare a chi legge che per me I Dream Theater sono legge, sono tutto quello che mi potevo aspettare dal mtal progressive di classe e che Systematic Chaos girerà nel mio lettore per tante e tante volte, ma la seconda parte di In The Presence Of Enemies a mio modesto avviso è stata fatta frettolosamente, con ripetizioni tediose e con una presunzione nel cominciarla con una linea basso e un’atmosfera accostabile a (in giocchio prego…) “Shine on you crazy diamond part 2” che cade nel blasfemo!
Chiudo nella speranza che la prossima uscita dei DT non risenta delle pressioni di una nuova etichetta che fanno di questo “Systematic Chaos” un album di transazione e detto ciò torno a riascoltarlo!

Jester

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