Questo album del 1992 di Kitaro non ha un titolo a caso. SOGNO (DREAM) è la parola chiave, sogno è il simbolo di queste immagini che si creano nella nostra mente tra la fase REM e il nostro risveglio. A volte i nostro sogni o i nostri incubi ci restano “appiccicati” addosso per il resto della giornata, confondendo magari dolcezze a inquietudini, orrori a meraviglie. Kitaro ha messo in musica tutto questo a modo suo, con il proprio amore ed essere orientale e quello che ne è uscito fuori è uno dei dischi (mi piace chiamarli così!) più dolci eterei e trasognanti che io abbia mai ascoltato. Le emozioni sono tante e tutte da brivido, le viscere ne risentono, lo stomaco si chiude come quando hai preso la prima cotta, e il mondo ti si para davanti con i suoi colori di pace interiore, il blu del mare (Magical wave), l’azzurro terso del cielo o il grigiore suadente delle nuvole (Mysterious Island), il verde degli alberi che ci portano via il respiro, rendendolo poi indietro per poter vivere ancora (Symphony Of The Forest). Tre in tutto i brani cantata (su dieci complessivi) “Lady of Dreams”, “Agreement” e “Island of Life”, tre gemme di rara bellezza con esplosioni rock (badate che stiamo parlando di un capolavoro della New Age) e una voce che non ha pari sitanelle fauci di Sir Jon Anderson. Non importa che genere di musica si ascolta, questo “Dream” va oltre, questa è musica allo stato puro, la soundtrack originale di ognuna delle nostre vite!
...listen with the light-off...
Jester

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