Nel titolo, l’essenza dell’album... The Acoustic Verses, I Versi Acustici... come dire: Poesia in Musica, la Musica votata alla Poesia che con essa si fonde e crea un album che oso definire “Capolavoro”.E’ difficile essere amanti dello stile dei Green Carnation ma è facile amarli... nella loro discografia non esistono due album simili se non in pochissimi riconoscibili dettagli. Ciascun loro lavoro è una piccola perla, ma a mio parere The Acoustic Verses si eleva alla dimensione di rarità assoluta. E’ uno di quei pochissimi album che, una volta ascoltato un paio di volte, ti resta dentro per sempre, fa parte di te come i tramonti o il verde dei boschi... lo riascolti e non è come “ascoltare” un disco, è più come una passeggiata in un luogo che ben conosci, che ami e di cui non puoi più fare a meno... semplicemente: ti sembra sia sempre esisito e non puoi assolutamente pensare il contrario... sono davvero pochi gli album che riescono a darmi queste sensazioni di “eterno”, tra i quali The Dark Side Of The Moon (è OVVIO che seguirà post!!!) e Wish You Were Here (oltrattanto ovvio!!!), oltre ad alcune opere di musica classica, prima fra tutte la nona di Beethoven... insomma, non che voglia sembrare blasfemo, ma posso sicuramente garantire che di dischi così non ne nascono di continuo! Le tracce sono una più bella dell’altra e non mi sembra meritino un’analisi track-by-track che porterebbe il discorso in un ambiente troppo... “terreno”... secondo me si tratta di un’opera unica e quasi eterea che va ascoltata come un’unica traccia, anche se un accento particolare va posto sul “quinto componente” di questo gioiello: 9-29-045, una piccola suite di 15 minuti divisa in tre parti... altri gruppi avrebbero costruito interi album con le idee e le melodie di questo brano che definire a parole è impossibile: come tutto l’album va ascoltato, assaporato e gustato con la calma che merita... concedete 43 minuti di coccole alle vostre orecchie ed il cervello vi ringrazierà. Per sempre.
Ermete

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